Chiesa di S.Sisto - Piacenza

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Chiesa di S.Sisto a Piacenza, facciata
Photo: Parma1983

La fondazione della chiesa è legata alla fondazione di un monastero benedettino femminile avvenuta nell'874 da parte dell'imperatrice Engelberga d'Alsazia, moglie dell'imperatore Ludovico II. Sfruttando il potere dell'imperatrice nei confronti del consorte, al nascente monastero vennero concessi vari possedimenti terrieri, nonché alcuni diritti su corsi d'acqua del piacentino. Il complesso comprendeva, oltre al monastero, una chiesa, consacrata a Gesù risorto e ai dodici apostoli e un ospizio. Negli anni immediatamente successivi alla fondazione Engelberga si occupò in prima persona della chiesa e del monastero, diventandone badessa nell'882 e ottenendo diverse reliquie, tra cui quelle di Barbara Nicomediense, che ebbe, a seguito di ciò, un particolare culto da parte piacentina. Nell'889 Engelberga morì venendo sepolta all'interno della chiesa

Photo: Mng1984

Il Chiostro

Il monastero presentava all'epoca alcune peculiarità: si trattava infatti del primo monastero a sorgere all'interno della cinta muraria cittadina e non all'esterno nei pressi delle porte di accesso. Il monastero venne inoltre posto sotto la giurisdizione della diocesi di Milano, per garantirgli la massima autonomia nei confronti della gerarchia ecclesiastica piacentina[2].

Negli anni successivi la chiesa e il monastero conobbero un periodo di grande potenza sotto i punti di vista economico e politico, arrivando a godere di privilegi su diversi territori del nord Italia. La grande importanza fu una delle ragioni che portarono ad una serie di contese le quali, nel 1112, a seguito dell'intervento di Matilde di Canossa provocarono la concessione del monastero a monaci benedettini. Negli anni successivi a questa concessione benedettini e benedettine si alternarono più volte alla guida dell'ente fino a che questo non fu concesso definitivamente all'ordine maschile della comunità di San Roberto della Chaise-Dieu nel 1129

Si accede al complesso tramite un portale risalente al 1622, che dà su via San Sisto, che prende il nome dalla chiesa stessa. Il portale è a capanna, presenta un frontone interrotto e poggia su due colonne marmoree dotate di capitelli di ordine tuscanico. Nella chiave di volta si trova un mascherone realizzato in ghisa rappresentante un volto leonino.

Il portale permette l'accesso al chiostro triportico realizzato nel 1576. Il portico è rivolto verso la porzione interna del sagrato per mezzo di archi a tutto sesto che appoggiano su esili colonne marmoree dotate di capitelli di ordine ionico. Ognuna delle colonne si basa su di un basso muretto che chiude continuativamente la porzione inferiore del portico, le cui campate sono dotate di volta a crociera.

La facciata della chiesa, compiuta nel 1591, si presenta a vento. Tramite dei cornicioni orizzontali in aggetto si divide in due ordini sovrapposti, mentre sulla sommità si trova una vela di forma rettangolare, al cui interno è presente uno specchio incorniciato da una decorazione in cotto. La vela si esaurisce in un frontone e presenta ai vertici delle erme rappresentanti figure umane. La vela si ricollega all'ordine immediatamente inferiore per mezzo di puntoni curvi ai cui lati sono presenti guglie a forma di piramide.

Sia l'ordine superiore che quello inferiore sono tripartiti: quello superiore lo è per mezzo di lesene scanalate alla cui sommità si trovano mascheroni in pietra, mentre quello inferiore è tripartito tramite semicolonne che poggiano su alti basamenti e sono dotate di capitelli di ordine ionico i quali al loro volta reggono una trabeazione.

Il portale principale, posto in posizione centrale, è di forma rettangolare, realizzato in marmo bianco e presenta sui suoi lati due colonnine basate su ampi piedistalli che sostengono un frontone curvo. All'interno del frontone è presente uno scudo araldico recante la scritta PAX sopra al quale si trova, all'interno di una nicchia, una scultura raffigurante San Sisto. A incorniciare il portale è presente un arco cieco a tutto sesto realizzato in mattoni e con chiave di volta a voluta marmorea. Ai lati del portale maestro sono presenti due ingressi minori, anch'essi realizzati in marmo, inquadrati da colonne di ordine ionico binate le quali sostengono la trabeazione. Il frontone di questi portali è interrotto e è coronato per mezzo di un frontoncino. Sopra a entrambi i portali è presente una mensola che regge una cornice in mattoni.

Inquadrate dalle lesene binate poste ai vertici dell'ordine superiore si trovano, inserite in due nicchie, le sculture raffiguranti San Benedetto e San Germano. Al centro, invece, delimitato dalle lesene centrali, si trova il rosone, dotato di cornice quadrata realizzata in mattone a vista, il cui frontone, interrotto e concluso a volute, presenta al centro una grande mensola in pietra. Le pareti laterali sono caratterizzate dai volumi delle cappelle votive, mentre sul retro spiccano i volumi di abside e transetto, entrambi dotati di grandi finestre di forma rettangolare

Photo: Mng1984

La navata centrale

Photo: Mng1984

Presbiterio

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